Incontro pubblico al Municipio XII sul Regolamento dei Beni Comuni

leggi il verbale dell’Assemblea tenutasi il 12 ottobre 2018

2 ottobre 2018

 Alle ore 15 di martedì 2 ottobre nell’Aula Consiliare del Municipio XII, per iniziativa della Coalizione per i Beni Comuni, si è tenuto un incontro pubblico per illustrare l’importanza del Regolamento per Beni Comuni. Sono intervenuti il Prof. Gregorio Arena, Presidente dell’Associazione Labsus (Laboratorio per la Sussidiarietà), e il Dott. Luca Caianiello, avvocato di Labsus esperto di Diritto.

Nel corso del suo intervento il Prof. Arena ha ripercorso l’evoluzione storica del passaggio dall’Amministrazione tradizionale all’Amministrazione condivisa per poi illustrare il principio Costituzionale di Sussidiarietà orizzontale e la formulazione nel 2014 del primo regolamento per la collaborazione fra cittadini e amministrazioni per la cura dei Beni Comuni.

Dopo di lui il Dott. Caianiello ha chiarito le differenze che esistono tra il Regolamento e gli altri strumenti già in essere per regolare i rapporti tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione (concessioni, autorizzazioni, esternalizzazioni) soprattutto con riferimento al principio Costituzionale della Sussidiarietà. Ha inoltre presentato alcune applicazioni pratiche del Regolamento realizzate negli oltre 150 Comuni che lo hanno adottato nella forma di Patti di Collaborazione per interventi di Cura e Manutenzione su aree verdi, spazi o edifici pubblici.

Nel corso della discussione che è seguita sono state poste dai presenti numerose domande su come il Regolamento possa essere applicato in situazioni esistenti a Roma, sia nella forma di Patti semplici (aree verdi, spazi pubblici) che in quella di Patti complessi (ristrutturazione di edifici, coinvolgimento di società che operano nel sociale).

E’ emerso dagli interventi di alcuni consiglieri che il Municipio XII aveva espresso parere favorevole all’approvazione del Regolamento, ma che la decisione finale spettava alla Giunta del Comune di Roma a cui la Delibera di iniziativa popolare era stata presentata.

Quindi per ora non possono essere stipulati Patti di Collaborazione tra i cittadini o le Associazioni e il Municipio, tuttavia è possibile iniziare sperimentazioni in cui si mettono in pratica i principi che ispirano il Regolamento. In particolare il Presidente della Commissione scuola del Municipio XII si è detto disponibile a valutare proposte di intervento da parte dei genitori degli alunni per attuare interventi di cura e manutenzione degli edifici scolastici.

L’incontro si è concluso auspicando che al più presto la Giunta del Comune di Roma inizi la discussione sulla Proposta di delibera popolare presentata da oltre 12.000 cittadini attivi per l’approvazione del Regolamento dei Beni Comuni.

Si riporta di seguito una breve presentazione del Regolamento e dell’iniziativa di Proposta promossa a Roma dalla Coalizione dei Beni Comuni. Si allega inoltre il testo finale del Regolamento presentato al Comune di Roma per l’approvazione.

Il Regolamento dei Beni Comuni

In tutta Italia, da alcuni anni, si sta diffondendo un fenomeno quasi rivoluzionario per la cultura di un Paese che da sempre ritiene che i beni pubblici, cioè di tutti, siano in realtà beni di nessuno, quindi a disposizione per essere saccheggiati e distrutti.

Centinaia di migliaia di cittadini hanno capito che dalla qualità dei beni pubblici presenti sul loro territorio dipende in gran parte la qualità delle loro vite, tanto più in questa situazione di generale impoverimento dovuto alla crisi. Hanno deciso che non vogliono continuare a delegare ai comuni la cura di questi beni, non soltanto perché i comuni non hanno risorse sufficienti, ma anche perché si sono accorti che prendersi cura, insieme con gli altri, di piazze, strade, parchi, scuole, beni culturali, etc. è piacevole e gratificante.

La cura condivisa dei beni comuni rinsalda infatti i legami di comunità e il senso di appartenenza, aumenta la coesione sociale, libera le energie latenti nelle comunità, facilita l’integrazione degli stranieri, aiuta gli anziani e i diversamente abili ad uscire dalla solitudine o dall’isolamento, permette ai bambini di riappropriarsi della città…in altre parole produce moltissimi effetti positivi immateriali, altrettanto, se non più importanti degli effetti materiali riguardanti la manutenzione dei beni pubblici.

leggi il testo completo della Delibera con regolamento

La Costituzione non basta

Questa nuova forma di cittadinanza, attiva, responsabile e solidale è riconosciuta dal 2001 dalla Costituzione, che impone ai soggetti pubblici (dallo Stato ai comuni) di “favorire le autonome iniziative dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà” (art. 118, ultimo comma).

Ma fino al 2014 questo principio è rimasto sostanzialmente lettera morta, perché i funzionari comunali preferivano disapplicare la Costituzione piuttosto che assumersi le responsabilità derivanti dal coinvolgimento dei cittadini nella cura dei beni comuni.

Per superare queste resistenze e consentire a tutti di esercitare i propri diritti di cittadini attivi all’interno di un quadro di regole certe, chiare e facili da applicare, Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà) e il comune di Bologna hanno redatto insieme un regolamento comunale-tipo di pochi articoli, che disciplina la collaborazione fra cittadini e amministrazioni comunali per la cura, la rigenerazione e la gestione dei beni comuni urbani.

Uno strumento semplice ma efficace

Presentato nel febbraio 2014, il regolamento ha avuto un successo imprevisto, segno che questo semplice strumento giuridico rappresenta per molti amministratori e cittadini la risposta più efficace alle resistenze dei burocrati nei confronti dei cittadini attivi. Ad oggi 160 comuni grandi e piccoli hanno approvato il regolamento, spesso adattandolo alle loro realtà, e molti altri lo stanno per approvare, fra cui Milano e Palermo.

Il motore del regolamento sono i “patti di collaborazione”, atti amministrativi il cui contenuto è simile a quello di un contratto fra cittadini e amministrazioni, nei quali vengono dettagliatamente indicati impegni, soggetti, mezzi, controlli, etc. in modo tale che, in totale trasparenza, tutti possano vedere come i cittadini attivi intendono prendersi cura di un determinato bene comune, per esempio un parco o una scuola.

Nelle città dove il regolamento è in vigore sono stati sottoscritti in poco più di tre anni centinaia di “patti” fra cittadini e amministrazioni per la cura dei più vari beni comuni, materiali e immateriali, con effetti molto positivi sia sulla qualità dei beni comuni, sia più in generale sulla qualità della vita e sui rapporti fra le persone.

Persino la Corte dei conti, in una sua recentissima, storica pronuncia, ha riconosciuto il valore dell’amministrazione  condivisa  dei  beni  comuni,  disponendo  che i comuni devono dotarsi di  un

apposito regolamento e possono stipulare polizze assicurative per i cittadini attivi, anche se non iscritti ad alcuna associazione.

E a Roma?

A Roma invece la Costituzione, per quanto riguarda i beni comuni, continua ad essere disapplicata, perché non soltanto non è prevista l’approvazione del regolamento già adottato da molte altre città, ma addirittura l’amministrazione comunale con una determina dirigenziale di qualche mese fa pretenderebbe che i cittadini chiedano l’autorizzazione per poter fare la manutenzione del verde pubblico, come se, anziché prendersi cura della propria città mettendo a disposizione tempo, competenze ed esperienze nell’interesse generale, questi volessero aprire un esercizio commerciale per il proprio guadagno privato.

È vero che l’amministrazione non può limitarsi ad assistere passivamente agli interventi dei  cittadini attivi sui beni comuni (cioè di tutti) e che tali interventi vanno disciplinati all’interno di una prospettiva generale che solo il comune può avere, ma l’amministrazione capitolina, adottando quella determina, sembra ignorare che i rapporti con i cittadini attivi vanno disciplinati con  strumenti ben diversi dalle autorizzazioni. Altrimenti la Costituzione non userebbe il verbo “favorire” all’art. 118!

Una delibera di iniziativa popolare

L’unico modo per risolvere la questione una volta per tutte, in maniera strutturale, consiste nell’ottenere che finalmente anche Roma, come tante altre città, adotti il regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, contribuendo così a liberare le tante energie latenti della città grazie ad uno strumento giuridico semplice e ormai collaudato.

Si è quindi costituita a Roma nel novembre del 2017 una Rete informale di realtà di cittadinanza attiva e di cittadini romani uniti con l’obiettivo di far approvare al Comune di Roma un Regolamento per la gestione, la cura e la rigenerazione condivisa dei beni comuni. Uno strumento che avvicina le istituzioni ai cittadini e già adottato da 160 comuni grandi e piccoli. Uno strumento fondamentale per meglio definire i rapporti tra le amministrazioni locali e quanti vogliono offrire il proprio contributo volontario per la cura, la rigenerazione e la gestione dei beni pubblici urbani.

Alla data odierna sono 168 le associazioni che hanno aderito alla Coalizione e fra queste ci sono piccoli comitati di quartiere, associazioni di professionisti, grandi associazioni a livello nazionale fra cui la Labsus, Legambiente e il Touring Club Italiano, scuole, orti urbani, centri sociali, singoli cittadini volenterosi.

In meno di 3 mesi, con il lavoro di decine e decine di volontari di ogni età, estrazione sociale e idee politiche diverse hanno raccolto oltre 15.000 firme per accompagnare la presentazione della Delibera Popolare per l’approvazione del Regolamento, che vengono consegnate al Comune di Roma il 30 aprile 2018.

Da allora la Coalizione ha continuato a lavorare per informare istituzioni e cittadini sull’utilità del Regolamento, organizzando incontri anche con amministratori degli altri Comuni che lo hanno già adottato.

La Coalizione ha inoltre già avuto modo di iniziare un proficuo confronto con l’Amministrazione comunale per approfondire le problematiche relative all’applicazione del Regolamento alla realtà sicuramente complessa del Comune di Roma, e si augura che tale confronto porti al più presto   all’approvazione dello stesso.

Tutte le informazioni aggiornate sull’iniziativa sono reperibili sul sito www.coalizioneperibenicomuni.it.