Ex Ospedale Forlanini – nuova destinazione

Aggiornamento marzo 2021

Periodicamente è necessario fare il punto sulla lunga vicenda dell’ex Ospedale Forlanini, storica eccellenza del nostro municipio, progressivamente svuotato e decaduto in modo preoccupante.

È perciò necessario arrestarne la rovinosa caduta dandogli una destinazione adatta alla sua caratura; con l’aiuto di Maurizio Veloccia (capo segr. politica Pres. Regione Lazio) abbiamo ricostruito la situazione attuale e lo stato dell’arte delle proposte a riguardo. Registriamo i seguenti dati che rappresentano il quadro più recente.

Partiamo dalle due ipotesi ormai tramontate: quella di ripristinare il complesso riportandolo integralmente a sede di ospedale e quella di destinarlo a sede di organismi internazionali quali le Agenzie ONU come il World Food Program; entrambe le soluzioni sono state accompagnate da divergenze e polemiche. La prima soluzione è stata giudicata infattibile, costosa ed antistorica anche per la compresenza nell’area di grandi nosocomi come il San Camillo e lo Spallanzani; la seconda è inattuabile per la scarsa condivisione internazionale e l’esiguità delle necessità ONU rispetto alla dimensione del compendio.

Ma un tentativo recente di individuare una adatta nuova destinazione per il glorioso ospedale sembra aver ottenuto maggiore considerazione; si tratta di una proposta della Regione Lazio di insediarvi la Sede della Agenzia europea per la Ricerca Biomedica, una nuova struttura prevista dal programma della Nuova Commissione UE di Ursula von der Leyen per rafforzare le capacità continentali di affrontare nuove pandemie ed emergenze sanitarie. Con Atto regionale la Giunta ha dato mandato ad un team di progettisti di elaborare un progetto di candidatura europea. Quella di Roma dovrà quindi superne altre prima a livello nazionale poi a livello internazionale.

Intanto però l’orientamento politico regionale ha permesso di mettere un punto fermo sulla tipologia di destinazione: non si tratterà né di trasformare l’area in una proprietà privata né di ridurla a “spezzatino” svendendo a saldo lotto per lotto. L’area rimarrà integra e di proprietà e d’uso pubblico. Mentre i tecnici preparano la progettazione per il dossier in Europa – il cui esito non è ovviamente scontato –si affacciano comunque necessità complementari come quella di fermare il degrado mettendo in sicurezza le strutture edilizie (per i tetti si è aperto un bando da 1 milione di €) e di riqualificare rapidamente alcuni stabili come sede di altri servizi: una stazione dei Carabinieri, un presidio di assistenza sanitaria territoriale “Casa della salute” ed una RSA pubblica, di cui il quartiere è sprovvisto e che si è rivelata drammaticamente necessaria in tempi di pandemia.

Pur nella durezza della competizione l’ipotesi della Agenzia UE può vantare alcuni indubbi punti di forza: al territorio non deriverebbero impatti negativi (traffico, congestione, rischi sanitari) ma solo positivi (riqualificazione del territorio, indotto commerciale positivo, arresto del degrado); per questo motivo tale allocazione può contare sulla consenso delle organizzazioni territoriali. Per l’Ente invece i vantaggi sono la centralità della sede in una capitale, la vicinanza con l’aeroporto, l’entità dei costi di ristrutturazione non esorbitanti, l’area vasta e prestigiosa.

Si è pensato in via subordinata anche ad una ipotesi alternativa qualora l’ex Forlanini non risultasse sede designata, quella di istituirvi un centro universitario politecnico con specializzazioni scientifiche, medico-sanitarie e ingegneristiche a servizio delle università romane già esistenti.

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Aggiornamento febbraio 2018

La Regione Lazio ha approvato il 6 febbraio 2018 un atto di indirizzo per la valorizzazione del Complesso.
Nell’Atto si orientano le prossime azioni amministrative e gestionali per la valorizzazione dell’ex Ospedale Carlo Forlanini in un’ottica di proprietà e fruizione pubblica del complesso:

  • E’ ribadita la sua funzione di servizio ai cittadini
  • Sono accolte le esigenze emerse dalla consultazione online per i servizi di interesse pubblico negli ambiti:
    sociosanitario
    sociale
    culturale
    di condivisione di ambienti di lavoro
    di funzioni di formazione
    di centro della pubblica amministrazione
    di sicurezza
  • E’ istituito  un tavolo di confronto sui futuri progetti aperto alle Comunità locali e alle Associazioni del territorio
  • Sono garantite risorse pubbliche per realizzare la destinazione a finalità di interesse pubblico

Dichiarazioni di Zingaretti e Sartore:

“In questi mesi non siamo stati fermi, abbiamo messo a disposizione gli spazi esterni e gli ambienti dell’ex ospedale per lo svolgimento di manifestazioni culturali e cinematografiche e sostenuto lo svolgimento, al suo interno, di attività formative e di divulgazione da parte del Ministero dei beni e delle Attività culturali e del turismo (MIBACT)- parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto:  Abbiamo ascoltato i comitati, le associazioni e oltre due mila cittadini hanno partecipato alla nostra consultazione on line per decidere insieme il suo futuro. Con questa memoria di Giunta abbiamo recepito tutte le indicazioni che sono arrivate dai cittadini perché crediamo sia fondamentale scrivere insieme e condividere il futuro di uno dei più importanti progetti di riqualificazione urbanistica degli ultimi decenni”.

“Con questo atto di indirizzo, oltre a ribadirne la fruizione pubblica specifichiamo che ci sarà un coinvolgimento comunità locali e delle associazioni del territorio, anche mediante l’ istituzione di un tavolo di confronto aperto per monitorare lo stato di avanzamento del progetto e condividere finalità e destinazione dei servizi riservati alla cittadinanza – parole di Alessandra Sartore, assessore al bilancio, che ha aggiunto: noi confermiamo la volontà di recuperare e riqualificare il complesso monumentale e il parco circostante, garantendo la proprietà pubblica e usufruendo di risorse pubbliche. L’attuale stato di conservazione e la sua riqualificazione strutturale e funzionale richiedono importanti finanziamenti a carico degli investitori pubblici da coinvolgere nel processo di valorizzazione patrimoniale”.

MEMORIA DI GIUNTA FORLANINI 60218-2_2959